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Fernando José Monteiro Guimarães

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  {{Vescovo
nome = Fernando Josè Monteiro Guimarães, C.SS.R.
tipo = arcivescovo
chiesa = cattolica
immagine = Dom fernando.jpg
larghezza = 250px
didascalia = Mons. Guimarães durante una conferenza
stemma = Coat of arms of Fernando José Monteiro Guimarães.svg
motto = Cor nostrum ardens
titolo = Ordinariato militare in Brasile
ruoliattuali = Arcivescovo ordinario militare per il Brasile (dal 2014)
ruoliricoperti = Vescovo di Garanhuns (2008-2014)
nato = a Recife
ordinato = 15 agosto 1971
nomvescovo = 12 marzo 2008 da papa Benedetto XVI
consacrato = 31 marzo 2008 dal cardinale Cláudio Hummes, O.F.M.
arcelevato = 6 agosto 2014 da papa Francesco
deceduto =

Biografia

Fernando José Monteiro Guimarães è nato a Recife il 19 luglio 1946.

Formazione e ministero sacerdotale

Ha frequentato il seminario minore dei redentoristi a Garanhuns e gli studi superiori nel seminario redentorista di Campina Grande. Ha studiato filosofia e teologia nel seminario maggiore redentorista di Juiz de Fora. Ha conseguito la licenza in filosofia nella Facoltà "Don Bosco" a São João del Rei, il dottorato in teologia morale presso l'Accademia alfonsiana nel 1989 e poi la licenza in diritto canonico presso l'Ateneo Romano della Santa Croce a Roma.
Il 25 gennaio 1965 ha emesso la prima professione. Il 13 dicembre 1969 ha pronunciato la professione solenne.
Il 15 agosto 1971 è stato ordinato presbitero. In seguito è stato membro dell'equipe pastorale del santuario di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Campos dal 1971 al 1973; vicario parrocchiale della parrocchia di Sant'Alfonso a Rio de Janeiro dal 1974 al 1978; coordinatore della pastorale della gioventù del vicariato nord dell'arcidiocesi di Rio de Janeiro dal 1976 al 1977; membro dell'equipe di coordinamento della pastorale della stessa arcidiocesi nel 1978; vicario parrocchiale della parrocchia di San Giuseppe a Belo Horizonte dal 1979 al 1980; collaboratore presso la Segreteria di Stato della Santa Sede e successivamente presso la Congregazione per i vescovi dal 1980 al 1983; segretario esecutivo della commissione della dottrina della fede per l'arcidiocesi di Rio de Janeiro dal 1984 al 1985; perito all'VIII assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi che si è tenuto nella Città del Vaticano dal 30 settembre al 28 ottobre 1990 sul tema "La formazione dei sacerdoti nelle circostanze attuali"; professore di teologia morale nell'Istituto teologico dell'arcidiocesi di Rio de Janeiro e nella Scuola teologica dei benedettini di Rio de Janeiro; membro del consiglio presbiterale e del collegio dei consultori dell'arcidiocesi di Rio de Janeiro e vicario giudiziale del Tribunale della medesima arcidiocesi; assistente del cardinale Eugênio de Araújo Sales dal 1990 al 1994.
Nel 1994 è entrato in servizio presso la Congregazione per il clero. L'11 marzo 2000 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato capo ufficio del dicastero. Il 14 dicembre 2002 lo stesso pontefice lo ha nominato anche consultore della Congregazione delle cause dei santi.
Al momento della nomina a vescovo era anche membro della commissione speciale per la trattazione delle cause di dichiarazione di nullità della sacra ordinazione e di dispensa dagli obblighi del diaconato e del presbiterato; commissario deputato per la trattazione delle cause di dispensa dal matrimonio rato e non consumato e giudice esterno del tribunale di appello del vicariato di Roma.

Ministero episcopale

Il 12 marzo 2008 papa Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Garanhuns. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 31 marzo successivo nella chiesa di Sant'Alfonso all'Esquilino a Roma dal cardinale Cláudio Hummes, prefetto della Congregazione per il clero, co-consacranti il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, e l'arcivescovo Mauro Piacenza, segretario della Congregazione per il clero. Ha preso possesso della diocesi il 1º giugno 2008 successivo.
Nel settembre del 2009 ha compiuto la visita ad limina.
Il 25 gennaio 2010 papa Benedetto XVI lo ha nominato del Supremo tribunale della Segnatura apostolica.
Il 6 luglio 2014 papa Francesco lo ha nominato ordinario militare per il Brasile.
Tra il 2014 e il 2015 ha compiuto la visita apostolica nell'arcidiocesi della Paraíba. Monsignor Aldo di Cillo Pagotto, all'epoca arcivescovo di quella sede, era stato accusato di aver accolto in diocesi religiosi accusati di abusi sessuali in altri luoghi e poi di avere perpetrato egli stesso tale crimine. Da quest'ultima accusa è stato poi assolto.
Nel febbraio del 2020 ha compiuto una seconda visita ad limina.
In seno alla Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile è presidente della commissione per l'implementazione dell'Accordo Brasile-Santa Sede.

Genealogia episcopale e successione apostolica

La genealogia episcopale è:
  • Cardinale Scipione Rebiba
  • Cardinale Giulio Antonio Santori
  • Cardinale Girolamo Bernerio, O.P.
  • Arcivescovo Galeazzo Sanvitale
  • Cardinale Ludovico Ludovisi
  • Cardinale Luigi Caetani
  • Cardinale Ulderico Carpegna
  • Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni
  • Papa Benedetto XIII
  • Papa Benedetto XIV
  • Papa Clemente XIII
  • Cardinale Marcantonio Colonna
  • Cardinale Giacinto Sigismondo Gerdil, B.
  • Cardinale Giulio Maria della Somaglia
  • Cardinale Carlo Odescalchi, S.I.
  • Vescovo Eugène de Mazenod, O.M.I.
  • Cardinale Joseph Hippolyte Guibert, O.M.I.
  • Cardinale François-Marie-Benjamin Richard de la Vergne
  • Cardinale Pietro Gasparri
  • Cardinale Carlo Chiarlo
  • Cardinale Alfredo Vicente Scherer
  • Cardinale Aloísio Leo Arlindo Lorscheider, O.F.M.
  • Cardinale Cláudio Hummes, O.F.M.
  • Arcivescovo Fernando José Monteiro Guimarães, C.SS.R.
La successione apostolica è:
  • Vescovo José Luiz Gomes de Vasconcelos (2012)
  • Araldica

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    width="206"Stemma
    width="206"Titolare
    width="206"Descrizione
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    Fernando José Monteiro Guimarães
    Arcivescovo ordinario militare per il Brasile
    Lo stemma ha campo blu con uno scaglione d'argento caricato con tre rose rosse, con in basso una montagna d'oro e in alto a destra una stella a sette punte dello stesso colore.
    Il blu simboleggia il cammino delle Virtù che, rinunciando a ciò che è terreno, spinge la Chiesa verso la realtà del Cielo, testimoniando la trascendenza di Dio e l'eternità a cui tutti siamo chiamati.
    Lo scaglione è un'antica figura araldica che probabilmente simboleggiava la trave principale del tetto dell'edificio sotto il quale si riuniva la comunità. Per i cristiani, rappresenta la Chiesa. Esso è d'argento, colore della trasparenza e, quindi, simbolo della Verità rivelata, trasmessa dalla Chiesa.
    Le tre rose simboleggiano Santa Teresa di Lisieux. Posizionate al centro dello scaglione, richiamano le parole della Santa: "nel cuore della Chiesa sarò l'Amore".
    La montagna è tratta dallo stemma della Congregazione del Santissimo Redentore a cui appartiene monsignor Fernando José Monteiro Guimarães. È di colore oro, il metallo più nobile, quindi simbolo della fede. Infatti, è grazie alla fede che possiamo comprendere il messaggio di amore e redenzione che sgorga dal Monte Calvario.
    La stella rappresenta Maria, madre celeste, la cui luce illumina il cammino della Chiesa. La stella a sette punte corona il capo della Vergine, nell'icona della Madonna del Perpetuo Soccorso, consegnata dal beato papa Pio IX ai missionari redentoristi. Alla protezione di questa madre, l'arcivescovo affida il suo ministero pastorale e la sua diocesi.
    Come motto ha scelto l'espressione "Vox verbi vas gratiae". Esso è tratto dal Vangelo secondo Luca, dall'episodio dell'incontro di due discepoli con il Risorto sulla via di Emmaus. Dopo che Gesù si è rivelato nella condivisione della Parola e nello spezzare il Pane, i discepoli si sono meravigliati e hanno scoperto che il loro cuore ardeva lungo la strada mentre parlava con loro ("nonne cor nostrum ardens erat in nobis, da a loqueretur nobis ..." Lc 24, 32). La scelta di queste parole identifica l'esperienza pasquale che il vescovo è chiamato a vivere come pastore: camminare con la sua Chiesa, condividendo la Parola e l'Eucaristia, rivelando la presenza di Cristo risorto, che percorre con i cristiani le strade della vita, fino all'Emmaus del cielo. Il cuore della Chiesa deve ardere, perché Lui cammina con noi. Il cuore ardente è anche un riferimento a Santa Teresa di Lisieux che ha scritto: "Nel cuore della Chiesa, Madre mia, sarò Amore" (Ms B, 3v).
    Lo stemma è completato dagli ornamenti esterni che sono una croce processionale episcopale d'oro, posta dietro e che si estende sopra e sotto lo scudo, e un galero, con dieci nappe, in quattro file, su entrambi i lati dello scudo, il tutto in verde. Queste sono le insegne araldiche di un prelato del grado di arcivescovo, per ordine della Santa Sede del 31 marzo 1969.

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    Categoria:Redentoristi brasiliani
     
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