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Storia della mafia siracusana

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Il fenomeno della mafia a Siracusa divenne evidente negli anni settanta, sebbene in passato la città abbia sofferto i danni di altre tipologie di attività criminali.

Gli albori

Il fondatore vero e proprio della criminalità organizzata aretusea fu Agostino Urso , detto u prufissuri, perché durante la sua detenzione nel carcere di Augusta (detenzione causata da un accoltellamento ad un tunisino nella pizzeria in cui lavorava), dopo aver letto il libro La mano nera, decise di fondare il clan intestato a suo nome assieme al fratello Carmelo Urso e il cugino Carmelo Urso detto "Scacciata" ed altri personaggi storici della malavita siracusana tra cui Totuccio Schiavone, Nunzio Rizza e Antonio Silvestro, Salvatore Belfiore detto "u cinisi", anch'essi detenuti. Il suo clan per anni ha dominato la città gestendone il racket delle estorsioni e le altre attività illecite.
Nell'estate 1981, si ruppero alcuni equilibri all'interno del clan, con le scissioni dal gruppo madre di Rizza e Schiavone fondarono due cosche distinte che portavano i loro nomi. Dopo questa mezza rivoluzione, il clan Urso non controllerà più l'intera città in quanto, dopo un apposito summit, i tre gruppi stabilirono di comune accordo di spartirsi le zone cittadine: ad Urso andò l'isola di Ortigia con il mercato ittico ed ortofrutticolo, mentre ai clan Rizza e Schiavone tutta la terraferma a partire dalla Borgata Santa Lucia fino al viale TeracatiIn quegli anni il viale Scala Greca, l'attuale ingresso nord di Siracusa non esisteva ancora.
Nemmeno gli accordi di spartizione del territorio bastarono a placare le faide che imperversarono al primo segno di tradimento, con l'estorsione di denaro presso un'attività commerciale nel territorio degli Urso. Quindi nell'estate del 1981 il boss Rizza venne eliminato con un plateale agguato ordinato da Agostino u prufissure.

Anni 80 e 90

Solo Totuccio Schiavone con il suo gruppo resistettero fino a quando il reggente si dette alla latitanza, sostenendo così la famiglia Urso che nel frattempo veniva affiancata dal clan Bottaro retto da Salvatore Bottaro. Le due cosche infatti presero la nuova denominazione di "Urso-Bottaro", e controllando quasi interamente Siracusa si resero protagonisti di una sanguinosa faida con i clan cittadini del boss Salvatore Belfiore detto u cinìsi e Santa Panagia. Fra le vittime di quella faida che insanguinò l'intero territorio aretuseo, vi fu l'omicidio del superboss Agostino Urso; dalla sua scomparsa iniziò l'ascesa del gruppo Bottaro che si prefissò l'obiettivo di colmare il vuoto lasciato da u prufissure.
Altri esponenti della criminalità organizzata aretusea erano:
  • Angelo Bottaro,
  • Antonio Veneziano,
  • Salvatore Genovese detto Turiddo,
  • Liberante Romano,
  • Giarratana Stefano detto u chimicu nipote del boss Salvatore Belfiore detto u cinisi;
  • Orazio Scarso; Michele Midolo;
  • Nunzio Salafia;
  • Restuccia Giuseppe;
  • Ragona Antonino detto Ninu u Palimmitanu;
  • Giovanni Latino;
  • Di Stefano Salvatore detto Turuzzu u Niuru;
  • Di Benedetto Giuseppe detto U Piattaru; Aparo Antonio;
  • Aparo Concetto;
  • Nardo Sebastiano;
  • Crapula Michele;
  • Spataro Benedetto;
  • Spataro Salvatore;
  • Trigila Pinuccio detto Pinnintula.

L'espansione del fenomeno

{{Approfondimentotitolo = Le vicende dell'Irish pub di Siracusacontenuto = La vicenda dell'Irish pub è emblematica della difficoltà dello Stato a portare avanti il contrasto alla Mafia. Il proprietario Bruno Piazzese venne fatto oggetto di estorsione e ricatto per la posa di macchinette videopocker. Al suo rifiuto sono iniziati una serie di attentati dolosi che hanno danneggiato l'attività.
Nel 2007 è stato riaperto (per la quarta volta) dopo i 3 precedenti incendi dolosi. Sito nel centro storico aretuseo è divenuto subito il simbolo della lotta alla criminalità, in particolare contro il racket delle estorsioni. Il proprietario, divenuto presidente dell'Associazione Antiracket di Siracusa, ha sposato la causa della legalità denunciando i suoi estortori. La ricostruzione ex novo del locale è stata finanziata dal fondo antiracket Tuttavia dopo alcuni anni, il locale è stato venduto.
Con la fine degli anni novanta e l'inizio del nuovo millennio i gruppi Bottaro e Santa Panagia decidono di monopolizzare insieme i settori delle estorsioni e del traffico di droga in città e nei comuni limitrofi; a questi si aggiungerà il gruppo Attanasio, capeggiato dall'emergente e spietato boss Alessio Attanasio (attualmente detenuto presso il carcere di Viterbo con la condanna definitiva di 18 anni), genero dello sopraccitato storico capomafia Salvatore Bottaro che assieme ad un gruppo di giovanissimi salì alla ribalta nella primavera del 1995 durante la guerra contro il gruppo di Santa Panagia che intendeva conquistare l'intera città a discapito degli Urso-Bottaro.

Anni 2000

Nel maggio 2005 il boss Bottaro, già condannato all'ergastolo e al regime del 41 bis, si suicida con alcuni colpi di pistola nella sua abitazione{{Cita weburl=http://archivio.agi.it/articolo/5221eee1c8a36e19ab229c30e300bd8e_20050513_mafia-si-suicida-boss-di-siracusa-bottaro/?query=salvatore_bottarotitolo=Mafia: si suicida boss di Siracusa bottaro Agi Archiviosito=archivio.agi.itaccesso=11 agosto 2016urlmorto=sì; questa morte inciderà non poco sulla criminalità siracusana, che da quel momento verrà pilotata dal clan Attanasio, che assieme al clan del quartiere Borgata (gruppo composto da vecchi e nuovi appartenenti del clan Attanasio-Bottaro che hanno dato i natali a tale organizzazione criminale) e Santa Panagia controllata da Giovanni Latino affiliato al clan Aparo-Nardo Trigilia è divenuta la realtà mafiosa più potente della città e della Provincia, dato che i tentacoli dell'organizzazione si sono spinti oltre i confini di Siracusa.
Negli ultimi mesi importanti operazioni della direzione distrettuale antimafia di Catania, hanno ridimensionato quasi completamente la mappa malavitosa siracusana: il 17 luglio 2007 viene smantellato sul nascere il nuovo gruppo di Santa Panagia rivitalizzato dai suoi più alti esponenti da poco scarcerati: la cosca aveva in serbo mire egemoni in città e non solo . Recentemente sono state colpite le famiglie Attanasio-Bottaro-Messina grazie a 70 arrestiRainews24.it.
Secondo il rapporto 2013 della DIA il clan Nardo controllerebbe le zone di Augusta e Lentini, gli Aparo Solarino e Floridia, mentre il clan Trigilia la zona di Noto. Siracusa sarebbe divisa in due zone di influenza, nella parte nord la zona sarebbe controllata dal cosiddetto clan di S. Panagia riconducibile ai clan Aparo, Nardo e Trigilia, mentre in Ortigia vi sarebbe il clan Bottaro-Attanasio.
Il comune di Augusta, sciolto per mafia nel 2013 ha visto una serie di indagati di cui si attende il giudizio definitivo.
Il 20 aprile 2017 dopo lunghe indagini da parte della DIA e della questura e dei Carabinieri sono stati arrestati i vertici del clan Bottaro-Attanasio dedito allo spaccio di stupefacenti. Filmato anche dagli stessi inquirenti un summit mafioso in via Cannizzo.
Nella seconda metà del 2017 in città si è manifestata una recrudescenza del fenomeno estorsivo con una serie di attentati dolosi a varie attività commerciali a pochi giorni di distanza. L’episodio più inquietante è avvenuto a novembre quando è stata incendiata l’auto della moglie del sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo. A questo si sono aggiunte le minacce esplicite al giornalista Paolo Borrometi da parte di Francesco De Carolis, elemento di spicco del clan Attanasio-Bottaro, il giornalista segue da tempo le vicende della mafia tra Siracusa e Ragusa. La vicenda ha un importante risalto mediatico e fa balzare alle cronache la realtà mafiosa di Siracusa e in provincia. Il rapporto 2017 della DIA conferma per Siracusa la presenza di una pax mafiosa che consente il mantenimento dei traffici di stupefacenti, del pizzo e nei settori agroalimentari.

Note


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Categoria:Storia di Siracusa in epoca contemporanea
Categoria:Storia di Cosa nostra
 
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