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Vasilij Grigor'evič Zajcev

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{{Bio
Nome = Vasilij Grigor'evič
Cognome = Zajcev
PostCognome = GSS
ForzaOrdinamento = Zajcev, Vasilij Grigorevic
PreData =
Sesso = M
LuogoNascita = Eleninskoe
GiornoMeseNascita = 23 marzo
AnnoNascita = 1915
LuogoMorte = Kiev
GiornoMeseMorte = 15 dicembre
AnnoMorte = 1991
Epoca = 1900
Attività = militare
Nazionalità = sovietico
PostNazionalità = e cecchino che combatté nella seconda guerra mondiale. Il suo primo campo di battaglia fu Stalingrado, dove tra il 10 novembre e il 17 dicembre 1942 uccise 225 tra soldati e ufficiali della Wehrmacht e altri eserciti dell'Asse, tra cui 11 cecchini nemiciHenry Sakaida, Heroes of the Soviet Union 1941 - 1945, Osprey Publishing, 2004, p. 20

Biografia

Vasilij Grigor'evič Zajcev nacque il 23 marzo 1915 a Eleninskoe, un piccolo villaggio sugli Urali, da una famiglia di contadini. Crebbe imparando a cacciare le renne e i lupi in compagnia del nonno e del fratello minore Maksim. Nel 1927, quando aveva 12 anni, uccise al primo colpo un lupo utilizzando un fucile Berdan, che a quell'epoca era a malapena in grado di portare sulla schiena, mentre nel 1933 si diploma in ingegneria civile a Magnitogorsk.

Carriera militare

Nel 1937, a 22 anni, si arruolò volontario nelle forze armate sovietiche e inizialmente prestò servizio nella Marina Sovietica, come impiegato di artiglieria navale a Vladivostok, con il rango di sottufficiale capo. Tuttavia, nel giugno 1941, con l'avvio dell'Operazione Barbarossa da parte del Terzo Reich, Zajcev fu trasferito in prima linea nell'Armata Rossa insieme agli altri suoi commilitoni volontari. Il 22 settembre 1942 fu assegnato al 2º Battaglione, 1047º Reggimento Fucilieri della 284ª Divisione Fucilieri, a quell'epoca parte della 62ª Armata Sovietica di stanza a Stalingrado dal 17 settembre.
Servì nel 1047º Reggimento come cecchino insieme al suo compagno Nikolai Kulikov e prima del 10 novembre aveva già ucciso 32 soldati tedeschi della Wehrmacht con il Mosin-Nagant d'ordinanza (triokhlinejka, fucile da tre linee, ovvero calibro 7,62). Si stima inoltre che i 28 cecchini da lui addestrati abbiano ucciso più di 3000 nemici. Alcune fonti riportano che i risultati di Zajcev furono notevoli, ma non gli unici di questa portata: un soldato sovietico rimasto ignoto, identificato solo col soprannome di Zikan, aveva ucciso 224 soldati alla data del 20 novembre.
Nell'ottobre 1942, con il grado di tenente giovane, Zajcev, ormai sotto l'attenzione dalla propaganda sovietica, continuò nel corso della battaglia di Stalingrado, dove uccise circa 242 tra soldati e ufficiali tedeschi, tra cui 11 cecchini nemici.Saarelainen 2008, p. 128 Nel gennaio 1943 fu ferito agli occhi da un attacco di mortaio e fu curato dal dottor Vladimir Filatov, che gli ridiede la vista. Dopodiché il 22 febbraio fu decorato con la medaglia Eroe dell'Unione Sovietica e poté continuare la guerra sul fronte del Nistro (o Dniestr) col grado di capitano. Nel 1943 divenne membro del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e nell'aprile 1945 prese parte alla battaglia delle alture di Seelow, in Germania.
Secondo il generale Vasilij Ivanovič Čujkov (comandante supremo della 62ª Armata Sovietica a difesa di Stalingrado) i tedeschi, nel tentativo di ucciderlo, mandarono a Stalingrado il colonnello (Standartenführer) delle Waffen-SS Heinz ThorwaldMaggiore Erwin König, nei testi russi, tedeschi, inglesi di Wikipedia, ex-capo di una scuola di cecchini della Wehrmacht a Berlino. Si narra che Zajcev, dopo una lotta durata tre giorni, abbia intravisto il suo cacciatore appostato sotto una lamiera di ferro; stando al racconto, Zajcev lo uccise con l'appoggio di un cecchino suo compagno. La battaglia tra i due, seppure in forma alquanto romanzata, fu raccontata nel film Il nemico alle porte.
Il mirino telescopico del fucile di Thorwald, il più importante dei trofei di caccia di Zajcev, è attualmente esibito presso il Museo dell'Armata Rossa di Mosca. È bene tenere presente che, tuttavia, l'intera storia rimane a metà tra realtà e fantasia, non essendovi mai state conferme ufficiali. Il duello non trova infatti alcun riscontro nelle fonti ufficiali militari sovietiche, dove pure ogni azione compiuta da alcuni cecchini è riportata con dovizia di particolari.
I tiratori che addestrò furono così trascinanti nella loro preparazione che di fatto segnarono l'inizio del "fenomeno dei cecchini" che diede tanto lustro alla 62ª Armata Sovietica. Si iniziò un ciclo di conferenze il cui scopo era la diffusione dell'esempio di Zajcev nella "filosofia" dei tiratori scelti, e soprattutto per scambiare e discutere idee sui principi di una specialità che, per lui, non si limitava alle capacità di tiro.

Anni post bellici, vita personale e morte

, Volgograd.
Nel 1945, a guerra terminata, Zajcev si congedò con onore e si trasferì a Kiev, dove studiò alla facoltà di ingegneria tessile e divenne direttore in una fabbrica tessile locale. Dopodiché si sposò con Zinaida Zaitseva e con lei ebbe quattro figlie.
Zajcev morì a 76 anni a Kiev il 15 dicembre 1991, 10 giorni prima del crollo dell'Unione Sovietica. Inizialmente fu sepolto a Kiev, nonostante la sua richiesta di essere sepolto a Volgograd.
15 anni dopo, il 31 gennaio 2006, Vasilij Zajcev fu seppellito al Mamaev Kurgan, nei pressi della statua colossale "La Madre Patria chiama!" con i più alti onori militari, esaudendo il suo ultimo desiderio di essere seppellito vicino al monumento dei difensori di Stalingrado. La sua bara è stata inumata nei pressi di un monumento che riporta la sua famosa frase: "Non c'è terra per noi dietro il Volga."

Decorazioni

  • Cittadino Onorario dell'Eroica Città di Volgograd (7 maggio 1980)

  • Altri cecchini sovietici

    • Ivan Michajlovič Sidorenko: il primo tra i cecchini dell'Unione Sovietica, durante la seconda guerra mondiale, con 500 nemici uccisi
    • Fëdor Matveevič Ochlopkov: 429 nemici uccisiHenry Sakaida, Heroes of the Soviet Union 1941 - 1945, Osprey Publishing, 2004, p. 18
    • Nina Alekseevna Lobkovskaja: 89 nemici uccisi
    • Ljudmyla Mychajlivna Pavličenko: 309 nemici uccisi
    • Vasilij Ivanovič Golosov: 422 nemici uccisi

    Curiosità

    La casa editrice fumettistica della DC Comics si ispirò a lui per la creazione del personaggio Deadshot.

    Note


    Bibliografia

    • David L. Robbins, Fortezza Stalingrado, Milano, Longanesi, 2001

    Voci correlate

  • Il nemico alle porte
  • Altri progetti


    Collegamenti esterni

    • "Non c'è terra noi dietro il Volga. Memorie di un cecchino." Il libro di Zajcev, in formato .zip.

    Zajcev, Vasilij Grigorevic
    Zajcev, Vasilij Grigorevic
    Categoria:Battaglia di Stalingrado
    Categoria:Cavalieri dell'Ordine di Lenin
    Categoria:Cavalieri dell'Ordine della Bandiera rossa
     
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