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Parco siderurgico di Chiesa Vecchia

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Il Parco siderurgico di Chiesa Vecchia è un parco istituito nel 2016, nato per recuperare l'antico "villaggio minerario" di località "Chiesa Vecchia" nel territorio della Ferdinandea a Stilo nell'Area metropolitana di Reggio Calabria.

Storia


La prima attestazione scritta del villaggio siderurgico si ha nel 1602, il Commissario delle ferriere operanti nel Bosco di Stilo chiede dei finanziamenti per ricostruire in muratura le baracche in cui vivono gli operai e i magazzini .
Bisogna attendere il secolo successivo per avere nuove notizie, e precisamente la nascita delle Reali ferriere ed Officine di Mongiana.
Nel 1768 Il primo "Amministratore delle Regie Ferriere e Fonderie e Regio Capitano a Guerra del casale di Pazzano" G. F. Conty chiede alla Regia Corte per il villaggio di "Chiesa Vecchia" di sostituire il nuovo parroco con uno che sia anche medico per i fonditori (chi lavorava col forno fusore) e le loro famiglie come Paolo Bosco di Bivongi. Il Re accettò.

Riscoperta

La prima scoperta dell'esistenza del villaggio siderurgico avvenne nel 1985 ad opera di Danilo Franco, Salvatore Riggio e Giorgio Metastasio.
Un primo articolo scientifico al riguardo venne pubblicato nel 1992 dagli stessi Salvatore Riggio e da Danilo Franco su Quaderni ACAI ed un secondo l'anno successivo su "Bollettino Ass. per A..I. industriale di Napoli" .

Finanziamento per lo scavo, il restauro e la valorizzazione

L'opera è stata finanziata nell'ambito del POR Calabria 2007-2013 e confinanziato con i fondi FESR per un totale di 450.000€.
Gli enti appaltanti: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Direzione regionale per i beni paesaggistici della Calabriaref name="beniculturali/>.

Il villaggio siderurgico

Palazzo amministrativo

thumbrightAlcuni resti del Palazzo amministrativo
Palazzo in muratura di pietrame di forma quadrangolare di almeno 2 piani del XVII secolo e rimaneggiato 3 volte fino al XVIII secolo.
Un locale sarebbe stato adibito a magazzino per il ferro dolce, uno ampio come quartiere dell'artiglieria.
Al piano superiore sarebbe stato disposto l'abitazione per l'amministratore. Il portale, ora non più presente, era in granito come alcuni elementi della navata. Ai alti vi sono delle lesene e delle nicchie angolari.
Sono rimaste delle tracce di quadrature dipinte di colore rosso e giallo.

Chiesa

thumbrightResti della chiesa, ingresso
La chiesa dedicata forse a San Giovanni Battista ha un impianto settecentesco, muratura in conci di pietrame con inserzione di laterizi. Al di sotto vi era una cripta di sepoltura.

Settore produttivo: fornace

thumbrightResti del forno fusore
thumbrightResti del forno fusore
All'interno di ciò che resta dell'opificio, i resti del forno fusore rappresentano un unicum nel panorama italiano per due motivi: per la permanenza in situ dopo un lungo periodo di abbandono e perché potrebbe essere un forno di tipo "a manica" cinquecentesco e/o "cannecchio" settecento o più precisamente una via di mezzo.
Costruito a cavallo tra '700 e '800 a forma di tronco di piramide quadrangolare rovesciato, partirà da un'altezza tra i 7 e gli 8 metri appena costruito fino ad una tra i 10 e gli 11 metri.

Le case degli operai

Essendo state costruite in legno sono andate perdute.

Note


Bibliografia

  • Voci correlate

    • Ferdinandea
    • Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria

    Categoria:Archeologia industriale della Calabria
    Categoria:Vallata dello Stilaro
    Categoria:Stilo
     
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