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Salvino Salvini (scultore)

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Biografia

Formazione

Nato in una famiglia di modeste origini, nonostante il padre volesse indirizzarlo a studi classici, Salvino manifestò poco più che dodicenne la propria vocazione artistica dopo aver ammirato la statua di Galileo di Paolo Emilio Demi, ottenendo di frequentare dal 1838 la livornese Scuola gratuita di disegno e di architettura di Carlo Michon, ove produsse le sue prime opere in creta, una copia di una Testa di Cicerone, una mano ed un rilievo di Alcibiade alla battaglia di Potidea.
I primi studi avvennero all'Accademia di belle arti di Firenze, dove fu ammesso nel 1840: lì si accostò al Romanticismo di Pio Fedi e Giovanni Dupré perfezionandosi poi con Lorenzo Bartolini (dal 1843 al 1849, anno in cui ebbe un forte scontro col maestro, riuscendo comunque ad aggiudicarsi l'alunnato romano ) e a Roma con Pietro Tenerari al quale fu raccomandato grazie a Bartolini.

I primi incarichi ed il periodo romano

Nel 1843 vinse il concorso per il bozzetto d’invenzione in creta con Rebecca che disseta Eleazaro, mentre tre anni dopo vinse ex aequo al concorso triennale per un bassorilievo d’invenzione con Cristo e l’adultera (altrove chiamato L'adultera ai piedi di Cristo;) nello stesso anno ebbe l’incarico di "modellare" le statue dell’Ammiraglio James Bart per il viceré d’Egitto e il Santo Antonino arcivescovo, di cui resta soltanto un disegno preparatorio al Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi.
Nel 1849 vinse il pensionato quadriennale a Roma assieme all'amico pittore Antonio Puccinelli col quale aveva appreso le prime inclinazioni macchiaiole e che gli dedicò un ritratto ad olio su tela nel 1849.
Prossimo al concludersi del pensionato romano, grazie a Tenerari e su interessamento di Giovanni Rosini presso Leopoldo II, nel 1852 venne nominato docente di Ornato e modello all'Accademia di belle arti di Pisa, subentrando a Tommaso Mari, dove rimase fino al 1861, Altrove, indicato nel 1862 anno in cui andò a Bologna. Nonostante dovesse finire di assolvere gli obblighi contrattuali a Firenze, ebbe il beneficio di conservare l’assegno della pensione accademica fino al termine del quadriennio, facendo pervenire nel 1854 il suo ultimo saggio previsto, la perentoria figura dell’Omero che canta al popolo la morte di Patroclo, ora alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti all'Esposizione delle Belle Arti di Firenze nel 1854.
Fama internazionale gli venne data invece dall'opera esposta a Londra nel 1852,Cita la successiva traduzione in marmo e l'esposizione a Firenze allEsposizione Nazionale del 1861 e i successivi acquirenti della stessa Ehma Sion, ora alla Galleria Nazionale d'Arte di Firenze assieme allOmero opere probabilmente di due anni prima.
Durante il periodo pisano, ottenne la nomina ad ispettore alle esportazioni del Granducato toscano per conto delle Gallerie fiorentine per il compartimento pisano e livornese, incarico ricoperto precedentemente da Rosini e di cui Salvini avrebbe desiderato “ereditare” anche il ruolo di conservatore al Camposanto di Pisa. Per le sue chiare doti di perito, nel 1855 venne chiamato a valutare l’autografia canoviana del busto di Calliope, mentre nel 1875 rivendicò l’attribuzione, allora accolta da molti, di un presunto S. Giovannino di Michelangelo di proprietà di Ludovico Rosselmini Gualandi, opera poi passata a Berlino, dispersa nel 1945 ed ora riconosciuta come un Aristeo di Domenico Pieratti. Sempre nel 1855, sposò Cesira dei conti Montemerli, da cui ebbe due figli, Tommaso e Paolina.

Periodo bolognese

Nel 1861 successe a Cincinnato Baruzzi (vista la rinuncia di Fantacchiotti e al trasferimento di Strazza a Milano)
all'accademia di belle arti di Bologna, rimanendovi fino al 1893: qui ritrovò il suo amico Puccinelli, chiamato alla cattedra di Pittura per rinnovare la scena locale, stesso motivo per cui fu chiamato il letterato Carducci.https://www.storiaememoriadibologna.it/monumento-di-cesare-beau-1087-opera Datato 1874 in Storia e memoria di Bolognahttps://artslife.com/history/2018/11/salvini-salvino-1824-1899/ Datato 1875 su artslife.com
  • Giovanni Contri, 1873
  • il monumento della famiglia Weller, 1883 circa
  • la cella Marsigli, 1890 circa
  • Gioacchino Rossini, 1869, busto in marmo per il Pantheon di uomini illustri, su commissione municipale ed inaugurata nel 1872 (depositi delle collezioni del Museo d’arte moderna di Bologna, MAMbo) ed una replica (Pinacoteca comunale di Ascoli Piceno, proprietà della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea, GNAM, di Roma) Datato 1883 in Salvino Salvini su galleriarecta.ithttps://artslife.com/history/2018/11/salvini-salvino-1824-1899/ Datato 1877 in Salvini Salvino 1824-1899 su artslife.com
  • ritratto in marmo di Rodolfo Audinot, 1875
  • ritratto in marmo di Camillo Casarini nella tomba omonima, 1881
  • ritratto a figura intera del giurista Giovanni Contri, 1873
  • cippo del cantante Giovanni Landi
  • monumento di Pasquale Turgi, Mizzana (Ferrara)
  • ritratto di Cavour
  • Altre opere

    Oltre a quelle già citate:
    • un'accademia in gesso e San Giovanni che predica nel deserto, 1849
    • Adamo ed Eva benedetti dal Signore, 1850 altrove chiamata Dio presenta Eva ad Adamo
    • Archimede, 1851 Datato 1852/60 Salvini Salvino 1824-1899 su artslife.com
    • busto di Giovanni Gozzadini e Maria Teresa Serego Allighieri Gozzadini, Bologna, Biblioteca comunale dell’Archiginnasio
    • busto di Angelo Mariani, 1873, Museo internazionale e Biblioteca della musica, Bologna proposto alla collocazione nel Teatro comunaleDatato 1875 in Salvini Salvino 1824-1899 su artslife.com
    • busto di Mascagni
    • busto di Michelangelo, Palazzo comunale, Arezzo
    Altri suoi gessi si trovano al Museo Civico di Livorno.

    Disegni

    Opere grafiche dedicate a Galileo Galilei, Francesco Petrarca, Girolamo Savonarola, Dante Alighieri e Torquato Tasso ora al Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi. Sempre su carta, sono conservate le sue esercitazioni di copia di artisti quali Dupré, Vincenzo Vela e Charles Gleyre, poi tradotte in modelli e bozzetti in gesso od altro materiale, oggi al Museo nazionale di Palazzo Reale di Pisa, come l’Episodio del Diluvio Universale (1854), Gli ultimi istanti della vestale e la Testa di vestale.

    Onorificenze

    • 1867, Croce dei Santi Maurizio e Lazzaro
    • 1895, nominato commendatore della Corona d’Italia
    La città di Livorno gli intitolò una strada il 3 settembre 1938, dapprima anonima.

    Note


    Bibliografia

    • SALVINI, Salvino, in Alfonso Panzetta, Nuovo dizionario degli scultori italiani dell'Ottocento e del primo Novecento, Ad Arte, Torino, 2003, p. 837, ISBN 88-89082-00-3

    Voci correlate

    Altri progetti


    Collegamenti esterni

    • Biografia e critica artistica

     
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