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Domenico Fiordalisi

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Biografia


Riconoscimenti

- Il 21 ottobre 2006 ha ricevuto il “Premio Losardo” per le sue indagini sull'infiltrazione mafiosa nel Porto di Cetraro; ha poi redatto uno “scritto” (inserito nel libro “Non vivere in silenzio” edito nel 2010 da “Laboratorio sperimentale giovanile Losardo”) sull'omicidio di mafia del Segretario Capo della Procura di Paola Giannino Losardo.
- Per il lavoro svolto nella Procura di Lanusei in data 11 febbraio 2012 a Sestu (CA) al Magistrato è stato conferito il "II Premio Nazionale Emanuela Loi" (agente di scorta di Paolo Borsellino) “La Forza del coraggio” nella III Giornata Regionale della Legalità e Moralità nel ventennale delle stragi di Falcone e Borsellino.
- Il 3 luglio 2012, Legambiente gli ha assegnato a Cagliari un pubblico riconoscimento, per le demolizioni di 160 edifici abusivi da lui effettuate in esecuzione di sentenze di condanna passate in giudicato.

Pubblicazioni

Articoli

  • Nota redazionale alla sentenza della Corte di Assise di Bari, del 22.11.1983 Pres. Sarro, Est. Caferra, P.M. Magrone, edita sulla rivista “Le Corti di Bari, Lecce e Potenza” aprile-dicembre 1984, n. 2-3-4 pag. 312 e 313, sul concetto di “motivo abbietto” e sulla compatibilità dell’aggravante della “coabitazione” (nella cella di un carcere) con quella della “minorata difesa”.
  • Nota redazionale alla sentenza della Pretura di Bari, del 20.1.1984 n. 90, edita sulla rivista “Le Corti di Bari, Lecce e Potenza” aprile-dicembre 1984 n. 2-3-4 pag. 314-315-316, sugli interessi tutelati dalla legge n. 1815 del 1939, sull’esercizio in forma associata delle professioni protette, sulla subordinazione della concessione della sospensione condizionale della pena all’avvenuto scioglimento della società, sul rapporto tra le “conseguenze dannose di cui agli artt. 62 n. 6 e 165 c.p. e gli elementi costitutivi del reato”.
  • Intervento su “Revisione e riformulazione delle norme in tema di corruzione e concussione”, pubblicato dalla Casa Editrice “Cacucci” tra gli atti del “Convegno di Studi di Diritto Penale” tenuto presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari, in data 21 e 22 aprile 1995
  • Articolo: “Il ruolo del vice procuratore onorario nel dibattimento davanti al giudice di pace” pubblicato il 1.4.06 dalla Casa editrice Giuffrè sulla rivista giuridica: “Diritto e Giustizia”.
  • Articolo: "Diffamazione commessa col mezzo della stampa ed efficacia esimente dell'errore colpevole sula verità della notizia" in Critica Penale fasc. III-IV luglio dicembre 1987 pagg. 83-96
  • Articolo: Profili amministrativi e penali della nuova denuncia di inizio attività edilizia pubblicata su “Critica del diritto” n. 3-4 luglio dicembre 2002” pagg. 331-350;
  • Articolo: Gli interventi edilizi in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali dettagliati. La nuova fattispecie di cui all'art. 44 comma 2 bis T.U. dell'edilizia e l'art. 2 c.p.”, sulla rivista giuridica “Critica del diritto” sul numero 2-3-4 aprile-dicembre 2003 pagg. 219-228.
  • Articolo: “L'accusa onoraria nella giurisdizione di pace”, pubblicato sulla rivista giuridica “La Giustizia Penale” nell'anno 2006, 11, p. 3 pag. 643;
  • Articolo: “Il dubbio sui presupposti delle condotte di ricettazione ed incauto acquisto” pubblicato sulla rivista “La Giustizia Penale” novembre 2011, II, 621;
  • Articolo: “Sulla sospensione dell’esecuzione dell’ordinanza del Tribunale del riesame annullata dalla Cassazione” pubblicato su "La Giustizia Penale" giugno 2015. . III, 36;
  • Articolo: "Sistema penale e criminalità" pubblicato sulla Rivista diritto@storia dell'Università di Sassari e nell'Archivio Storico Giuridico Sardo vol. 17 anno 2012;
  • Articolo: “L'avvocato e gli atti d'investigazione difensiva” di commento alla sentenza della Cassazione II sezione penale del 20.1.2011 n. 6524 pubblicato su “La Giustizia Penale” febbraio 2012, II parte.

Saggi

  • Sanzioni patrimoniali e condivisione del danno criminale - Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ), 2006I SBN 8849816391, ISBN 978-8849816396.
  • Il danno criminale, Giappichelli, Torino 2006 ISBN 978-8834863084.
  • “Responsabilità civile e penale e cartella clinica nell'attività medico chirurgica” (opera collettanea) Giappichelli 2006, ISBN 9788875240936.
  • “L'imputabilità” del reo nel “Manuale di Diritto penale – Parte Generale – Il reato” edito dalla C.e.d.a.m. nel luglio 2012 a cura di G. Cocco pagg. 294-315 ISBN 9788813315399.

Monografie

  • Abuso di facoltà legittime ed impedibilità degli atti antigiuridici. Giappichelli, Torino, 2008, (180 pagg.) ISBN 9788834877890;
  • Giudicato progressivo e recidiva, Giappichelli, Torino, 2008 (120 pagg.) ISBN 978-8834877883
  • Efficacia giuridica e falso. Per una concezione normativa della fede pubblica. Giappichelli, Torino, 2010, (230 pagg.) ISBN 9788834812587;
  • Una clausola generale: pericolo di danno grave alla salute. Giappichelli, Torino, settembre 2016 (290 pagg.) ISBN 9788892103849.
  • Abuso del diritto altrui. Una figura formale di qualificazione giuridica. Giappichelli, Torino, giugno 2020 (240 pagg.) ISBN/EAN 978-88-921-3505-5; ISBN/EAN 978-88-921-8928-7 (ebook-pdf). Sulla rivista Jus Civile, 2020-5, pagg. 1406-1408, è stata pubblicata la recensione a firma del Prof. O.T. Scozzafava.

Altre notizie

  • Su incarico del Consiglio Superiore della Magistratura ha tenuto una relazione su “Il ruolo del vice procuratore onorario nel dibattimento davanti al giudice di pace” nell'Incontro di studio di Magistrati presso la stessa sede del C.S.M. il 22 e 23 marzo 2004.
  • Con decreto del 7 ottobre 2003 il Ministro della Salute ha chiamato il dr. Fiordalisi a far parte del Gruppo di Lavoro Ministeriale, per la preparazione di uno schema normativo sulla “cartella clinica”. Con nota di prot. A4/42/959 in data 10.06.04 il Ministero della Salute ha espresso “il più sincero apprezzamento per l’impegno profuso e per l’eccellente contributo dato per la realizzazione di una proposta legislativa organica in materia di cartella clinica”.
  • È stato nominato dal C.S.M. “relatore” all'incontro di studio di Magistrati n. 5514: Corso Paolo Borsellino Ergife-Roma, 12 - 16 dicembre 2011 “Tecniche di indagine e rapporti tra Pubblico Ministero, Polizia Giudiziaria, Consulenti Tecnici e Difensori”, dove ha svolto la relazione del 14 dicembre 2011 “Prerogative e responsabilità dell'Avvocato nella documentazione degli atti di investigazione difensiva e poteri di indagine del pubblico ministero”.
  • Ha tenuto una “relazione” al Convegno Nazionale degli Specialisti di Medicina Legale e delle Assicurazioni, a Lecce, nei giorni 14-15-16 aprile 2005 sui “Profili di Responsabilità penale e civile del Dirigente Medico nella struttura ospedaliera”.
  • Su incarico del C.S.M. ha assunto il ruolo di coordinatore dell’incontro di studio di Magistrati n. 5921 sul tema: “I crimini in danno dell’ambiente e del territorio” Roma 21-23 maggio 2012.
  • Per molti anni ha svolto le funzioni di pubblico ministero nelle Procure della Repubblica di Cosenza e Paola e in importanti processi della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro contro il boss Franco Muto a Cetraro e la cosca Gentile-Africano ad Amantea.
  • È stato nominato Procuratore della Repubblica di Lanusei dal 2008 al 2012; incarico rinnovato dal CSM per ulteriori 4 anni.
  • È stato nominato Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania dal 2013 al 2017, dove ha svolto l'indagine per la più grossa evasione fiscale accertata in Sardegna, ottenendo nel 2015 il sequestro di 133 milioni di euro, in un complesso caso di esterovestizione societaria: il rinvio a giudizio di 13 imputati in tale vicenda è del 25 luglio 2020.
  • Su incarico del C.S.M. (delibera del 18.4.2012) ha assunto il ruolo di coordinatore dei gruppi di lavoro nell’incontro di studio di Magistrati cod. 5947 sul tema: “I crimini in danno dell’ambiente e del territorio” Roma 2-4 luglio 2012.
  • In data 19 settembre 2015 ha organizzato e coordinato i lavori del Convegno Nazionale del gruppo Unicost dell'ANM nell'Isola de La Maddalena "Verso una giustizia sempre più europea: pubblici ministeri, giudici, avvocati e polizia giudiziaria a confronto".
  • Dal 2017 è Consigliere della Prima Sezione penale della Corte di cassazione.

Note

• 24 LUGLIO 2020
• Redazione DIMT Rivista Diritto Mercato Tecnologia
Novità editoriali.
Abuso del diritto altrui.
Una figura formale di qualificazione giuridica.
A cura di Domenico Fiordalisi
Giappichelli Editore
Recensione Not. Vittorio Occorsio
Il lavoro di Domenico Fiordalisi «Abuso del diritto altrui. Una figura formale di qualificazione giuridica» si incammina in un percorso che parte dal concetto di iniuria, ossia dal carattere antigiuridico di una condotta, criticando così quell’orientamento dottrinario e giurisprudenziale che considera illecito solo ciò che reca danno, con esclusione di quello che è mero pericolo per la violazione del diritto altrui prima dell’insorgere di un danno; questo è in linea con le conclusioni raggiunte già in altro lavoro (Una clausola generale: pericolo di danno grave alla salute. Giappichelli 2016).
L’A. ripercorre in quest’opera in senso critico l’iter argomentativo della dottrina tradizionale, che individua il fondamento dell’abuso del diritto nello sviamento dell’interesse del soggetto agente. Il punto di partenza della ricostruzione logico-formale del fenomeno dell’abuso è, al contrario, il diritto dell’altro.
Ed è sul concetto di dovere giuridico di tutelare il diritto altrui e sugli studi della seconda metà del novecento sull’interesse legittimo nel diritto privato (soprattutto L. Bigliazzi-Geri) che l’A. svolge una limpida analisi della struttura logico formale dell’abuso, grazie alle forme della fattispecie parziale costruita dalla norma attributiva del diritto esercitato e della fattispecie completa, comprensiva delle particolari modalità scelte dal soggetto agente, che in tal modo mette in pericolo o lede i diritti altrui.
Vengono messi a fuoco alcuni aspetti della struttura di tale fattispecie, secondo schemi formali delineati grazie agli insegnamenti di Angelo Falzea, sulla rilevanza della fattispecie parziale o completa, e di Marcello Gallo, sulla norma-reale costituita da tutte le disposizioni normative che entrano in gioco nella fattispecie concreta.
L’opera risulta rigorosa e convincente per la ricostruzione di una figura formale di qualificazione giuridica dell’abuso del diritto altrui, sulla base delle indimenticabili riflessioni logico-formali di Angelo Ermanno Cammarata.
L’abuso risulta fondato, quindi, sulla lesione o messa in pericolo del diritto di altri, per le scelte di modalità di esercizio delle facoltà o dei poteri del proprio diritto, liberamente volute nell’ambito di un vero e proprio rapporto giuridico, che si crea tra soggetto agente e terzo.
L’A. giunge così a cogliere alcuni profili di sintesi di sicuro interesse ed utilità:
• la centralità della situazione giuridica del «dovere», che ha la propria fonte principale negli artt. 2 e 3 Cost., sul canone della solidarietà e sul principio di uguaglianza.
• il necessario carattere di determinatezza dell’azione realizzatrice del dovere giuridico, inteso in senso stretto, secondo una concezione imperativa della norma che, facendo leva sulla volontà dell’agente, opera mediante qualificazioni giuridiche e sanzioni in caso di inosservanza del dovere di condotta, al di fuori delle norme c.d. di garanzia di dati interessi da tutelare.
L’A. individua così un carattere fondamentale del dovere, quale “limite esterno” del diritto esercitato (preso in esame al momento della sua attribuzione da parte della norma e del titolo), derivante dalla iniziale genericità del contenuto del dovere stesso.
E’, infatti, necessario un processo di specificazione del valore del diritto altrui nel rapporto concreto con i singoli atti di esercizio del diritto.
Vi è così una determinazione progressiva dell’azione realizzatrice del dovere medesimo, stante l’indispensabile carattere sufficientemente determinato del dovere, affinché assuma un contenuto precettivo effettivo, in grado di conformare l’azione dell’esercente il diritto.
La validità degli atti posti in essere, con la propria qualificazione logico-formale, (salvo specifiche sanzioni di invalidità espresse da singole norme) rimane giuridicamente integra nell’ambito della “fattispecie parziale”, all’interno della “fattispecie completa”, volta alla qualificazione giuridica di abuso del diritto.
In quest’ordine di idee, l’A. mette in luce l’utilità e l’importanza del carattere oggettivo del concetto di causa degli atti giuridici e dell’interesse tipico da essi perseguito, mettendo a fuoco, secondo la dottrina civilistica (F. Carnelutti) e penalistica (F. Bricola), i profili funzionali oggettivi della condotta dell’agente, in modo da applicare all’abuso lo stesso concetto di finalità oggettiva degli atti, che emerge dalla lettura più appropriata dell’art. 833 cod. civ. sugli atti emulativi (C.M. Bianca).
L’Autore, quindi, mantenendosi su un piano di stretta osservanza delle plurime norme di diritto positivo, costruisce la figura generale di qualificazione giuridica dell’abuso quale genotipo, che riceve distinte applicazioni con norme di disciplina in più fenotipi, nei vari settori dell’ordinamento.
Si delinea così un istituto più chiaro per il giudice, che non si conclude in un mero contrasto con la ratio attributiva del diritto o nello «sviamento dall’interesse del soggetto agente», come ritenuto da molti. L’A afferma, in modo persuasivo, quindi che l’abuso consiste nella violazione di doveri giuridici nell’ambito di un rapporto giuridico concreto.
In quest’ordine di idee, si coglie la consonanza di concetti espressi in epigrafe in una frase emblematica di S. Veca, filosofo del nostro tempo, che mette in risalto il vero senso del «limite alla libertà, secondo uno schema di reciprocità», in una linea di pensiero che ha origini lontane nella nostra cultura umanistica e giuridica, espressa già da Terenzio e Cicerone e letta opportunamente dall’A. nell’ambito del concetto di «rapporto giuridico, che può essere instaurato, di volta in volta, nella vita di ogni diritto soggettivo».
La riflessione giuridica di Fiordalisi fa uscire, quindi, l’abuso del diritto dall’ambito incerto dei “valori sociali”, privi di puntuali riferimenti normativi, per il quale erano state espresse le maggiori critiche all’istituto dell’abuso, e induce alla ricerca di solide basi di ragionamento in precise norme di diritto positivo, soprattutto in quelle dettate per la tutela della dignità e della libertà della persona umana, intrise di “giuridicità” già sul piano ontologico, prima che su quello funzionale.
È una qualificazione formale che può essere usata in senso proprio nei diritti soggettivi diversi dai c.d. diritti-funzione, perché in questi ultimi il dovere di perseguire un dato scopo si pone all’interno della struttura del diritto soggettivo, sicché la relativa violazione incide sulla stessa struttura del diritto, facendolo venir meno.
La lettura dell’A., allargata a norme e istituti penalistici direttamente collegati con l’idea che storicamente si è formata sull’abuso, permette, infine, di mettere a fuoco la distinzione tra interesse-contenutistico di una fattispecie (come quello sotteso ad un dovere imposto da una norma) rispetto all’interesse di fatto che, pur potendo assumere rilievo come elemento della fattispecie completa considerata, non costituisce l’oggetto di tutela che ispira la norma e tuttavia entra in gioco, perché attiene alle modalità oggettive o soggettive in grado di far mutare significato ad una condotta. L’opera approfondisce il tema dell’abuso anche sulla base di istituti del codice penale come la volontaria strumentalizzazione delle cause di non imputabilità (art. 87 cod. pen.) e specifica i risvolti della qualificazione dell’abuso del diritto sulle scriminanti del reato.
Vi è in tal senso una conferma di tale rilevanza nella c.d. depenalizzazione dell’abuso del diritto tributario, operata dal D.lgs. 5 agosto 2015 n. 128, che prevede in modo espresso l’irrilevanza penale dell’abuso del diritto.
Ne risulta così confermata la tesi sostenuta dall’A. in altro lavoro (Abuso di facoltà legittime ed impedibilità degli atti antigiuridici. Giappichelli 2008) sulla rilevanza penale dell’abuso del diritto sulle scriminanti del reato, soprattutto con riguardo al consenso dell’avente diritto e all’esercizio del diritto, di cui agli artt. 50 e 51 cod. pen.
Viene quindi prospettata dall’A. una vera e propria “concezione normativa dell’abuso del diritto altrui”, rigorosamente radicata nelle norme di tutela dei diritti individuali dalle azioni pericolose o lesive poste in essere da chi esercita un diritto.
Infatti, una volta esaurito il necessario processo di specificazione concreta del valore del diritto dell’altro e di determinazione dell’azione realizzatrice del dovere, quest’ultimo assume appunto un contenuto determinato, che permette di conformare le modalità dell’esercizio del diritto, dopo il posizionamento dell’interesse specifico altrui all’interno della fattispecie complessiva, governata dalla norma-reale.
Ne deriva, quindi, un’indicazione concreta per il giudice, il quale deve confrontare tale limite (incentrato sull’iniuria), cioè sul dovere di solidarietà esterno al diritto esercitato, con la “causa oggettiva dell’attività giuridica” compiuta, cioè con la funzione svolta in concreto dall’atto o dagli atti di esercizio del diritto posti in essere, per cogliere l’eventuale dissonanza di tale dovere con la funzione svolta oggettivamente dagli atti posti in essere.
In definitiva il libro è un’opera pregevole, che merita particolare considerazione per il rigore metodologico e l’originalità del percorso seguito, in modo coerente, fino alle conclusioni.
 
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